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La lotta alle epatiti non va in vacanza

Roma, 29 luglio 2015 - L’estate è un momento particolarmente importante per la salvaguardia del fegato e per la prevenzione delle epatiti, malattie molto più pericolose e diffuse di quanto non si pensi. Ne esistono di diversi tipi, indicate con le lettere dell’alfabeto:

A: il contagio avviene per contaminazione oro-fecale. Lavatevi quindi spesso e bene le mani ed evitate di mangiare cibi crudi;

B: si diffonde con sangue e altri liquidi organici infetti. Attenzione quindi a rapporti sessuali non protetti, rasoi, siringhe, spazzolini, ecc. Dal 1984 esiste una vaccinazione efficace e sicura.

C: si trasmette soprattutto con il contatto diretto con sangue malato, che può avvenire con aghi non sterilizzati, come quelli utilizzati ad esempio per tatuaggi e piercing. È raccomandato accertarsi sempre delle condizioni  igieniche dei locali e pretendete strumenti e aghi  sterili usa e getta;

D: rientra nella categoria dei virus cosiddetti “difettivi” poiché ha bisogno della contemporanea presenza del virus B per potersi riprodurre. La conseguenza di ciò è che l’epatite D può svilupparsi solo nelle persone già colpite da Epatite B. Il vaccino contro l’epatite B è l’unica vera arma per evitarla.

E:  come il tipo A, si trasmette per via oro-fecale, ma soprattutto attraverso l’ingestione di acqua contaminata. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno circa 1 milione e mezzo di persone muoiono di epatite B e C che nell’80% dei casi sono responsabili di conseguenze gravi come il cancro al fegato e proprio su questi due particolari virus si vuole richiamare l’attenzione di governi e società civile affinché si attivino per misure preventive efficaci e immediate.

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