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Stretta sugli esami inutili e 2,3 miliardi in meno, al Senato la fiducia sul decreto

Roma, 30 luglio 2015 – Oltre 2,3 miliardi in meno per il Fondo sanitario nazionale dal 2015, in attuazione dell'intesa Stato-Regioni dell'inizio di luglio, misure per la riduzione dei prezzi di beni, servizi e dispositivi medici e una stretta sulle prescrizioni di esami inappropriati. Sono le principali misure per la sanità previste dal maxi-emendamento del Governo al Dl enti locali, approvato dal Senato e che ora passa alla Camera. Con decreto del Ministero della Salute individua, "le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale" da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DDL di conversione del decreto. Le prestazioni - si tratta essenzialmente di analisi e test diagnostici - che non rispettano questi criteri, dovranno essere pagate interamente dai cittadini. A controllare saranno gli enti del SSN e, in caso di prescrizioni non conformi alle indicazioni fissate dal ministero, i medici dovranno risponderne alla Asl di riferimento e, in caso di giustificazioni insufficienti, subiranno penalizzazioni economiche. La norma ha immediatamente suscitato la levata di scudi dei camici bianchi. Il testo prevede inoltre, sempre con l'obiettivo di ridurre ed rendere efficiente la spesa sanitaria, che gli enti del SSN sono tenuti a rinegoziare i contratti per beni e servizi e per i dispositivi medici, per garantire il rispetto dei tetti di spesa. 

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