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Acne: la gravità è legata alle alterazioni del sebo

Roma, 7 giugno 2016 – La classe dei digliceridi è la principale responsabile dell’acne giovanile. Il disturbo è provocato invece solo in minor misura altre specie di lipidi sebacei quali trigliceridi, cere, esteri del colesterolo e lo squalene. Maggiori sono i livelli di digliceridi e acidi grassi nel sebo e piu' aggressiva e' la forma di acne. Sono queste le conclusioni di uno studio dell'Istituto San Gallicano di Roma, pubblicate sul Journal of Lipid Research. Nel laboratorio di Fisiopatologia Cutanea e Centro di Metabolomica ISG e' stato sviluppato un disegno analitico che applicato ai lipidi superficiali cutanei ha fornito il primo strumento di indagine in grado di delineare il lipidoma sebaceo, cioe' le caratteristiche biochimiche specifiche del sebo. "Per ottenere le 'impronte' lipidiche caratteristiche dell'acne - ha spiegato Mauro Picardo, autore dello studio - abbiamo monitorato oltre 60 adolescenti sani e con acne afferenti all'ambulatorio 'Acne' del nostro istituto. Ai partecipanti e' stato chiesto di applicare degli speciali cerotti sulla fronte per raccogliere il sebo che sarebbe stato poi analizzato con moderne tecniche di spettrometria di massa. Nella fitta selva di piu' di mille lipidi analizzati contemporaneamente, i digliceridi, composti analoghi ai trigliceridi ma con un pezzo mancante, sono apparsi tra quelli che permettevano di riconoscere il sebo proveniente da adolescenti con acne. Abbiamo inoltre osservato che maggiore era il contenuto di digliceridi piu' gravi erano i casi di acne da cui proveniva il sebo". Il risultato dello studio e' importante al fine di contrastare la malattia attraverso la comprensione delle specifiche vie metaboliche interessate e dei meccanismi patogenetici correlati. Da qui si aprono nuove prospettive all'approccio terapeutico. 

 
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