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Cancro: anche le vaccinazioni aiutano la prevenzione

Roma, 25 settembre 2018 – Vaccinarsi deve essere considerato uno stile di vita sano e anticancro esattamente come non fumare, limitare il consumo di alcol, mangiare tutti i giorni frutta o verdura o praticare regolarmente attività fisica. Si calcola che più dell’8% di tutte le forme di cancro è riconducibile a virus e altri patogeni tra cui il virus dell’HPV. Inoltre tre donne sessualmente attive su quattro contraggano il virus nel corso della vita. In Italia, la vaccinazione anti-Papillomavirus è gratuita per le 11enni fin dal 2007. Non solo le donne contraggono l’infezione: numerose patologie e tumori si registrano anche nell’uomo. Per questo, dal 2017 la vaccinazione anti HPV è offerta indistintamente a ragazze e ragazzi. Tuttavia, i dati rivelano livelli di adesione alla vaccinazione ancora lontani dall’obiettivo del 95% prefissato dal Ministero della Salute. Appena il 56% delle giovani nate nel 2003, il 72% delle nate nel 2000 e il 70% delle nate nel 1997 si sono regolarmente vaccinate. “I programmi di immunizzazione contro il Papillomavirus sono fondamentali, e devono essere avviati a 11 anni, nel periodo della pre-adolescenza - afferma il dott. Giordano Beretta presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Raccomandiamo fortemente la vaccinazione anche dei maschi. Un uomo ha un rischio cinque volte maggiore, rispetto ad una donna di contrarre il virus e non essendoci programmi di screening specifici, come il PAP test per le donne, non è in grado di avere una diagnosi precoce e di verificare la presenza o meno dell’agente patogeno". "Chiediamo quindi - prosegue Beretta -che tutte le Regioni attivino la chiamata attiva per la vaccinazione gratuita a tutti gli adolescenti, maschi e femmine, così come stabilito dal nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale inserito nei livelli essenziali di assistenza come diritto per tutti i cittadini italiani”.

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