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Inquinamento: fiumi a rischio a causa dei farmaci gettati nelle acque

Milano, 26 febbraio 2019 – I fiumi non sembrano trovare cura nella concentrazione dei residui di medicinali che ne inquinano le acque. Anzi, a risentirne è l’intero ecosistema, con un rischio da dieci a venti volte più alto rispetto al 1995. È quanto emerge da uno studio della Radboud university di Nijmegen, in Olanda, pubblicato da Environmental Research Letters. I ricercatori hanno elaborato un modello sulla base di ricerche precedenti sul tema e sui dati di consumi farmaceutici, risorse idriche e accesso a impianti di trattamento delle acque, riferito a due farmaci, l'antibiotico ciprofloxacina e l'anticonvulsivante carbamazepina. La mappa del rischio risultante, confrontata con quella del 1995, rivela molte più zone 'rosse', dove è alta la probabilità che le concentrazioni mettano a rischio l'ecosistema. All'Europa e agli Usa, già in pericolo vent'anni fa, si sono aggiunte diverse nazioni in Africa, Asia e Sudamerica. A preoccupare sono soprattutto i residui dell'antibiotico, che oltre ad essere pericolosi per gli animali potrebbero essere un fattore nello sviluppo dei batteri resistenti. "La concentrazione di questi antibiotici può essere pericolosa per i batteri nell'acqua che a loro volta hanno un ruolo importante in vari cicli naturali. Gli antibiotici possono anche avere un impatto negativo sull'efficacia delle colonie di batteri usate nel trattamento delle acque di scarico".

 

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